Una motosega, un soffiatore o un decespugliatore a scoppio sono macchine regolate su tre livelli che non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro: le emissioni del motore, il rumore emesso e le condizioni d'uso fissate a livello locale. Confondere i tre porta a idee sbagliate, e la più diffusa è questa: «il termico sta per essere vietato».
Ecco cosa si applica davvero, e cosa cambia in concreto.
1. Le emissioni del motore
I piccoli motori che equipaggiano l'attrezzatura da giardino e forestale rientrano nel quadro europeo sulle macchine mobili non stradali. Questo fissa soglie di emissione per categoria di motore e per fascia di potenza, applicabili all'immissione sul mercato di macchine nuove.
Cosa comporta in pratica:
- I costruttori hanno spostato in massa i loro 2 tempi su architetture a lavaggio stratificato, che riducono fortemente gli idrocarburi incombusti: da qui motori moderni più sobri e spesso più difficili da tarare al vecchio modo.
- I carburatori sono sempre più spesso dotati di limitatori sulle viti di registro, oppure gestiti elettronicamente, proprio per impedire una taratura che porterebbe la macchina fuori dalla sua omologazione.
- Una macchina già in servizio non è toccata retroattivamente: resta utilizzabile.
Il punto che conta per chi la usa: un motore mal mantenuto esce dalle soglie per cui è stato omologato. Un filtro dell'aria intasato arricchisce la miscela, uno scarico incrostato aumenta la contropressione, una candela usurata peggiora la combustione. Emissioni e consumi salgono, la potenza scende.
2. Il rumore: la marcatura LWA
È la parte più visibile e la più fraintesa. Le macchine destinate all'uso all'aperto portano una marcatura obbligatoria del livello di potenza sonora garantito, indicato come LWA ed espresso in decibel, dentro un pittogramma dedicato sulla macchina.
Due concetti da non confondere:
- LWA (potenza sonora): quello che la macchina emette complessivamente. È il valore marcato, quello che fa da riferimento normativo. Si aggira sui 105-118 dB per una motosega a scoppio da privato.
- Pressione sonora all'orecchio dell'operatore: quello che subisce chi la usa, un valore più basso, ma è quello che determina la necessità di protezione acustica. Sta sul libretto.
L'LWA viene usato come criterio nelle gare d'appalto pubbliche, nei regolamenti condominiali, in alcuni capitolati degli enti locali e, sempre più spesso, nelle limitazioni comunali. All'acquisto è un valore davvero confrontabile: tra due modelli di pari potenza lo scarto può arrivare a 4-6 dB, una differenza molto percepibile.
E un'ovvietà troppo spesso dimenticata: la protezione acustica è obbligatoria lato datore di lavoro e caldamente consigliata a chiunque oltre le soglie di esposizione. Una motosega supera ampiamente il livello oltre il quale l'esposizione prolungata danneggia l'udito in modo irreversibile.
3. Gli orari e le limitazioni d'uso
È qui che si concentra la gran parte delle liti di vicinato, ed è il livello meno armonizzato.
Non esiste una regola nazionale unica che fissi gli orari per tagliare l'erba o usare la motosega. Il quadro generale è quello sui rumori molesti, declinato dai regolamenti comunali sul rumore. Le fasce consentite variano da un comune all'altro, in genere più strette il sabato e molto ristrette la domenica e nei giorni festivi.
Due conseguenze:
- L'unica fonte affidabile è il regolamento in vigore nel tuo comune, consultabile in municipio o sul suo sito.
- Un regolamento condominiale o di un complesso residenziale può essere più restrittivo del regolamento comunale.
A questo si aggiungono, in certe zone, le limitazioni legate ai periodi di siccità e di rischio incendi: l'uso di attrezzi a motore termico in grado di produrre scintille può essere vietato di giorno in determinati periodi. Sono provvedimenti stagionali e locali, si verificano al momento dell'uso, non una volta per tutte.
Infine, alcuni comuni hanno limitato l'uso dei soffiatori a scoppio sul proprio territorio pubblico o da parte delle loro ditte appaltatrici, spesso su un criterio di LWA. Sono decisioni locali e non costituiscono un divieto generale.




